

COSA SONO I GIARDINI RIGENERATIVI
"Coltivare la terra significa coltivare se stessi" (Masanobu Fukuoka)
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La progettazione di giardini rigenerativi si basa su buone pratiche che vanno oltre la semplice sostenibilità, per creare ecosistemi resilienti che migliorano nel tempo. L'obiettivo è in primis ripristinare i terreni esausti e promuovere la biodiversità, trasformando un semplice spazio verde in un ecosistema che produce attivamente benefici per tutto l'ambiente circostante.
Si tratta quindi di un approccio olistico che si concentra sul mantenimento della salute del suolo, delle piante, degli animali e dell’ecosistema nel suo insieme. Va oltre le tradizionali pratiche di giardinaggio biologico non solo evitando sostanze chimiche e pesticidi dannosi, ma lavorando attivamente per ripristinare l'equilibrio naturale.
Questo approccio offre numerosi vantaggi, sia per l’ambiente che per le persone. Diverse ricerche e case studies (fra cui spiccano nomi come Edward O. Wilson e Stephen R. Kellert, autori di “The Biophilia Hypothesis”), hanno infatti correlato la presenza di spazi verdi con un miglioramento del benessere psicologico delle persone che li frequentano, ribadendo come l’interazione con la natura possa migliorare la qualità della vita.
PRINCIPI ED ELEMENTI CHIAVE
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Salute del suolo: È la base di un giardino rigenerativo. L'obiettivo non è solo mantenere il terreno fertile, ma arricchirlo e rigenerarlo. Questo si ottiene in primis con l'aggiunta di materia organica, come compost maturo e humus di lombrico.
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Biodiversità: Un giardino rigenerativo ospita un'ampia varietà di piante (autoctone e adatte al clima locale), funghi, batteri, insetti e animali. La diversità vegetale rende il sistema più resistente a parassiti e malattie. Col tempo il sistema diventerà sempre più biodiverso, trovando da sé un equilibrio funzionale.
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Acqua: Si cerca di minimizzare le necessità idriche, la dispersione e l’evaporazione, rallentando e infiltrando l'acqua nel terreno, piuttosto che farla scorrere via. Si possono integrare soluzioni come aiuole rialzate con drenaggio ottimale, laghetti, o sistemi di raccolta dell'acqua piovana.
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Niente sostanze chimiche di sintesi: Si evitano pesticidi ed erbicidi sintetici, che danneggiano la vita del suolo e gli insetti benefici. Anche concimi, fertilizzanti e ammendanti andranno scelti fra i meno processati e addizionati sinteticamente.
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Ciclo chiuso: Il principio è creare un sistema di produzione e consumo in cui i rifiuti non esistono, ma diventano risorse. Ad esempio, gli scarti vegetali derivanti dalle opere di manutenzione del verde vengono usati per il compostaggio e/o la pacciamatura.
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Resilienza climatica: Le pratiche rigenerative riducono il consumo di acqua e aiutano a mitigare gli impatti della siccità, sequestrando inoltre maggiori quantità di anidride carbonica dall’atmosfera. L’attenzione alla costruzione di suoli sani aiuta infatti a immagazzinare più carbonio, prevenendone il rilascio nell’atmosfera dove contribuisce al riscaldamento globale.
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Scelta delle piante: Prediligere il più possibile consociazioni di piante autoctone o comunque ben adatte al clima locale, che richiedono meno acqua e sostanze nutritive esterne. Le piante dovrebbero essere scelte per attrarre impollinatori e altri organismi utili.
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Lombricompostaggio: L'introduzione di lombrichi nei cassoni o nelle aree di compostaggio accelera la decomposizione e produce un humus di alta qualità.
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Pacciamatura organica: Coprire il terreno con mulching, fieno, foglie secche o altri scarti vegetali riduce l'evaporazione, sopprime le erbacce e nutre direttamente la vita del suolo, fornendo carbonio e azoto.
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Design naturale: L'uso di materiali naturali come legno e pietra migliora l'estetica e l'armonia del giardino, oltre che facilitare la biodiversità. Elementi come un bio-lago possono attirare ulteriore fauna selvatica.
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Spazi personali: Se si tratta di un giardino condiviso o di comunità, incoraggiare ogni persona a curare un proprio "angolo", secondo le proprie capacità, per incentivare il senso di appartenenza al luogo e viverne i benefici.
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Monitoraggio e adattamento: Il mantenimento nel lungo periodo di un giardino rigenerativo richiede un approccio olistico che si concentri sulla salute del suolo e sulla biodiversità. Osservare come il giardino evolve e adattare le pratiche di conseguenza ha l’obiettivo di migliorare continuamente l’ecosistema e renderlo davvero resiliente e in grado di fornire apporti positivi alla vita che lo circonda.

